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"Cittadinanza a tutti i nati in Italia" E l'aula di Palazzo Marino si spacca
- Categoria: Politica
- Pubblicato 24 Dicembre 2011
- Scritto da Super User
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Da una parte la maggioranza che — con la presenza anche di Manfredi Palmeri (Fli) e del grillino Mattia Calise — dice “sì” compatta ed esulta: «Un gesto di civiltà». Dall’altra l’opposizione, che esce dall’aula «per non prendere in considerazione neppure l’ipotesi di votare», per dirla con il leghista Alessandro Morelli. Ecco l’istantanea, condita dalle polemiche politiche, dell’aula di Palazzo Marino. Che ha approvato una mozione per aderire a “L’Italia sono anch’io”, la campagna che chiede la cittadinanza italiana per i bambini nati in Italia — il cosiddetto ius soli — e il voto amministrativo per gli stranieri regolari da oltre cinque anni.
È stata una spaccatura netta, quella del consiglio comunale. Un voto che, come sempre quando si toccano questioni come l’immigrazione, ha messo in scena le differenze tra gli schieramenti. Il documento, come sta già avvenendo in altre parti d’Italia dopo l’appello sulla cittadinanza del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e la raccolta di firme partita in tutto il Paese per due proposte di legge, è sbarcato anche a Palazzo Marino. Una mozione presentata dal centrosinistra (a presentarlo Emanuele Lazzarini del Pd), appunto, che parte da una premessa: «Milano può cogliere con coraggio la sfida dell’integrazione vivendola come un’opportunità per lo sviluppo, considerato che per le nuove generazioni la convivenza tra ragazze e ragazzi nati e cresciuti in Italia è considerata naturale a partire dall’ambito scolastico».
Così vengono impegnati «il sindaco e la giunta a tradurre in atti concreti l’adesione alla campagna» nazionale anche favorendo la raccolta delle firme. Proprio quello che, dopo il voto dell’aula, il consigliere pd Carlo Monguzzi assicura che verrà fatto. Perché, aggiunge, «come insegnante questo voto mi fa ancora più piacere». Patrizia Quartieri (Sel) spiega: «Il Comune sarà in prima fila a sostenere iniziative su un tema così importante per una società più inclusiva e rispettosa dei diritti di ciascuno». Il coordinatore cittadino pd Francesco Laforgia si rivolge anche al centrodestra che, in dissidio non ha votato, per dire: «Dopo i fatti di Torino e Firenze questo è un ottimo segnale che parte da Milano, contro ogni tipo di discriminazione. Per questo dico De Corato si rassegni, Milano sta cambiando davvero».
Perché è proprio dall’ex vicesindaco pdl Riccardo De Corato, il quale teme «un richiamo fortissimo all’immigrazione clandestina», che è arrivato un “no” deciso: «La cittadinanza italiana deve essere data solo a chi dimostra di volerla davvero». Contraria la Lega, che con Morelli attacca: «Questa mozione è l’ennesima prova che questa sinistra non ha i milanesi tra le proprie priorità. Da quando esiste, questa giunta ha pensato alla consulta rom, al tavolo per le moschee e, ora, allo ius soli. Ai milanesi, invece, sono state riservate le tasse».
(23 dicembre 2011)







